METTERE MICROSPIE NEGLI SPAZI COMUNI DI UN CONDOMINIO NON E’ REATO

Scritto da il 21 Ottobre 2020

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Verona archiviando la posizione di un uomo che aveva disseminato di microspie le parti comuni del suo condominio per spiare le conversazioni dei suoi vicini e aveva nascosto delle «cimici» addirittura all’interno del portaombrelli posizionato nell’androne d’ingresso del palazzo.

L’amministratore lo aveva denunciato per “interferenze illecite nella vita privata” ma la sentenza del gip è chiara e dice che l’installazione di mezzi di ripresa, audio o video che siano, nelle parti comuni dell’edificio non costituisce assolutamente invasione della sfera privata del singolo individuo perché si tratta di zone che non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo di sguardi indiscreti, essendo destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti.

E se la conversazione avviene in un appartamento e viene percepita all’esterno da un inquilino o da una microspia posta negli spazi comuni, non c’è alcuna violazione della privacy.

 

 


Traccia corrente

Titolo

Artista

Background