“NATALE SENZA AMAZON”: PETIZIONE FRANCESE A FAVORE DEI PICCOLI NEGOZI

Scritto da il 19 Novembre 2020

Caro Babbo Natale, quest’anno prendiamo l’impegno di un Natale senza Amazon

Comincia così la petizione lanciata da decine di personalità francesi, la più in vista delle quali è la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, contro lo strapotere della piattaforma americana (di recente finita sotto la lente della Commissione Ue) nella vendita e consegna di oggetti di consumo, soprattutto in tempi di lockdown.

Il tono della petizione è molto duro. Quest’anno cerchiamo di festeggiarlo con l’hastag #NoelSansAmazon con cui ci si impegna non comprare alcun regalo su questa piattaforma.

Viene, in sostanza, richiesto di fare a meno di questa impresa predatrice di posti di lavoro predatrice di commercio, predatrice di terre (i depositi Amazon oggi allo studio porteranno l’azienda ad occupare da sola due milioni di metri quadrati di terre solo Francia, ovvero l’equivalente di 185 campi da calcio). Seguono altre rimostranze sulle tasse e l’Iva non pagata e lo sfruttamento dei piccoli venditori che usano Amazon come tramite per raggiungere i clienti.

Di fronte alla petizione una prima difesa è arrivata dal presidente di Amazon France il quale ha dichiarato:

Amazon non è il vincente di questa crisi, come lo si vuole spesso rappresentare. Amazon non rappresenta in Francia che il 2 per cento del commercio al dettaglio. Un articolo su due venduto su Amazon lo è attraverso venditori terzi che usano la nostra piattaforma. Certo, il commercio online aumenta, ma non solo su Amazon. Paghiamo in Francia tutte le tasse dovute, ovvero 250 milioni nel 2018 e 420 nel 2019. Cerchiamo già di aiutare i commercianti nella loro transizione verso il digitale, ma se una nuova tassa dovesse arrivare, per aiutare i negozi chiusi, la pagheremo

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